luciana zabarella


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filrouge

In occasione dell'apertura della stagione teatrale a Spinea, l'8 Dicembre 2009, Luciana presenta la sua collezione di FIL ROUGE commentata dalla Dott.ssa Roberta Gubitosi



Dicono di Lei


La produzione artistica di Luciana Zabarella è aperta a nuove forme di espressione e di sperimentazione, mantenendo sempre la costanza e la coerenza rispetto a un profondo progetto di ricerca. Segni e impronte ritornano continuamente nella sua produzione come tracce esistenziali, espressione di una realtà intersoggettiva, che emerge dal profondo della memoria. Tale realtà si manifesta nei segni e nel colore impressi sulle superfici della cellulosa, della juta, del legno o attraverso i gesti ripetuti nelle performance, in cui il corpo diviene il canale principale di trasmissione e di espressione. La ricerca dell'artista vede continuità ed evoluzione nelle installazioni e nelle manifestazioni artistiche più recenti, che invadono gli spazi della vita quotidiana e inducono il fruitore a riflettere sulle tracce del passato per interpretarle e quindi lasciare il proprio segno nel presente. Forse i risvolti dell'opera di Luciana Zabarella trovano una chiave di lettura proprio nel rapporto che esiste tra la traccia lasciata da un'azione passata e il segno creato dall'immediatezza del gesto presente.
Il segno rosso, come espressione diretta della realtà esistenziale dell'artista, ha contraddistinto la produzione di Zabarella fin dai suoi esordi. Tuttavia nelle manifestazioni artistiche più recenti, il segno è divenuto simbolo di un percorso e di una riflessione attraverso le tracce e le impronte che entrano, escono, si rincorrono, si addormentano, si svegliano nei sogni e nella realtà dell'artista. Il segno, un tempo lacerato, spezzato, tagliente, espressione del dramma personale, è divenuto nelle performance un filo rosso continuo, morbido, quasi narrativo, che si srotola tra gli elementi del mare, della sabbia e del sale. L'acqua e la sabbia rappresentano una natura originaria, simboli del continuo fluire del tempo e del rinnovarsi della realtà. Sulla sabbia, materia friabile granulosa, si sovrappongono e si susseguono le impronte che l'acqua poi cancella lasciando spazio alla creazione di nuove tracce. Il sale è un elemento presente in ogni aspetto della vita umana. Per la sua incorruttibilità è il simbolo dell'eternità, della saggezza, della conoscenza e dell'iniziazione. In questo senso il filo rosso diviene metafora di un percorso di iniziazione attraverso le tracce e le impronte del proprio vissuto, che l'artista ci consegna nell'unità dell'atto creativo della performance.

Roberta Gubitosi







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