pavan galdino


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PAVAN GALDINO

IDENTIKIT SEMISERIO

Cognome nome - Pavan Galdino
Nato- negli anni ‘40
Residente a - Spinea (VE)
Professione - Si diverte/soffre con la sua pittura
Segni particolari - Cammina verso luce e colori
Commenti - Non dipinge di notte
Cosa dicono gli amici di lui ..bla..bla..e altro….


GALDINO PAVAN

Protagonista assoluto delle opere di Galdino Pavan è il colore, capace di assumereuna funzione autonoma dalle forme, dilatandosi sulle superfici attraverso i suoi infiniti passaggi tonali. Gli interessi verso l'Informale e le ricerche sulla percezione visiva hanno spinto l'artista verso una sperimentazione cromatica incentrata sull'indagine delle potenzialità espressivo-percettive del colore. Steso attraverso decise pennellate (
Dolce intrigo, Verso futuri incontri) o per ampie campiture (Rosse vibrazioni, Forza interiore e Selvaggio respiro), il colore è concepito come espressione dell'intimità profonda dell'essere, per cui la vibrazione tonale rimanda a uno strato denso di significati. Di fronte al “cromatismo astratto” di Galdino, lo sguardo del fruitore è costretto a una reazione emotiva: la percezione del colore fa emergere sensazioni, ricordi, intime associazioni.
Alla base dellalibertà espressiva e comunicativa delle stesure cromatiche, ci sono il rigore e la costanza del metodo di lavoro, per cui ogni opera costituisce un tassello della ricerca dell'artista e vede il suo potenziale sviluppo nell'opera successiva.
Affascinato dal concetto orientale di spazio come infinito e dall'esaltazione del valore del vuoto, Galdino Pavan giunge a valorizzare il fondo del supporto, tanto quanto la parte dipinta. Il vuoto spaziale, che si crea ai lati e ai margini della tela o della carta ha una funzione dialettica, in quanto si dà solo in rapporto allo spazio pieno e viceversa.
Significativa è l'opera
Rosse vibrazioni, in cui i diversi campi tonali non risultano precisamente delimitati, ma vaghi e indefiniti. La superficie rossa sfuma lasciando un'ampia porzione di spazio bianco, vuoto, che fa da contrappunto alla macchia rosso cupo opposta. Senza cornici né margini definiti, la massa colorata tende a dilatarsi e come una nuvola leggerasembra perdere il suo carattere di superficie, divenendo sempre più opalescente e morbida, al punto che il nostro sguardo non fa fatica a penetrarla, a sprofondarvici dentro.
Evidenti per alcuni aspetti sono i richiami alle grandi stesure cromatiche di Mark Rothko, in cui la materia fluida dilaga sulla superficie, forma campi omogenei di colori fluttuanti e impalpabili, la cui estensione tende a riempire il campo visivo dell'osservatore proponendosi come una dilatazione dello spazio.
La cura e l'attenzione rivolte alla preparazione delle superfici dei supporti sono parte integrante della ricerca cromatica di Galdino. Significativa è la serie dei
Letti disfatti, in cui la superficie liscia della tela viene alterata attraverso la stesura di un sottile foglio di materiale plastico, in modo da formare sottili pieghe e increspature. Infine viene stesa la pellicola cromatica, che copre le qualità dei materiali per esaltare ancora una volta gli effetti emotivi, espressivi e proiettivi creati dal colore sul movimento della superficie.


Roberta Gubitosi


verso futuri incontridolce intrigo
finalmente a casanebbie e amori
letti disfattirosso mela
forza interioreselvaggio respiro

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